Alla scoperta dell’Istituto Giapponese di Roma

Come promesso, vi racconto della mia visita all’Istituto giapponese di Roma. Davvero un’ambiente curioso ed un’atmosfera d’internazionalità.

Se siete a Roma non potete perdervi la bellezza e l’originalità dell’Istituto giapponese. Visitare l’Istituto giapponese di Roma mi ha permesso di entrare in una “bolla d’oriente” nel bel mezzo del quartiere Parioli.

L’Istituto è stato inaugurato il 12 dicembre 1962 per la promozione della cultura giapponese in Italia ed è stato il primo nel suo genere ad essere costruito all’estero.

L’ambasciatore giapponese in Italia Yoshida Shigeru s’impegnò in prima persona affinché ci fosse questa realizzazione.

L’edificio è un tipico esempio di architettura giapponese moderna in stile del periodo “Heian”. Costruito su tre piani con il giardino che avvolge l’edificio tutt’attorno, ricoprendo una superficie di 2.900 mq.

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La facciata esterna

Il materiale da costruzione utilizzato dai giapponesi era il legno, ma a Roma non sarebbe stato possibile utilizzare esclusivamente il legno. Per questo motivo, l’architetto Yoshida Isoya ha optato per l’uso del cemento armato.

I pilastri esterni, la grondaia, il contrasto tra colori scuri e chiari, le tipiche finestre a grate chiamate “hitomi” e la scalinata d’ingresso sono alcune delle caratteristiche tipiche dell’architettura giapponese moderna.

Il giardino è stato realizzato dall’architetto Nakajima Ken, responsabile anche del progetto per l’area giapponese dell’Orto Botanico di Roma. Nel giardino, il primo realizzato da un giapponese in Italia, compaiono tutti gli elementi tradizionali del giardino in stile “sen’en”(giardino con laghetto). Le principali caratteristiche sono il laghetto, la cascata, le rocce, le piccole isole, il ponticello e la lampada di pietra.

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Lo stagno

Le pianti presenti sono il ciliegio, il glicine, gli iris e i pini nani. Ma non mancano anche gli ulivi, dono dell’amministrazione romana all’istituto giapponese per testimoniare il forte legame tra i due paesi. Il momento dell’anno in cui godere dell’autentico splendore di questo giardino è durante la fioritura dei ciliegi (dura solo 2 settimane di solito nel mese di aprile).

L’istituto ospita moltissime mostre ed eventi. Organizza corsi di lingua e cucina giapponese. Inoltre è presente una biblioteca con circa 32.000 libri, materiale audiovisivo, riviste e fumetti.

Durante il periodo della mia visita, l’edificio ospitava la mostra dell’alimentazione giapponese presente al padiglione dell’Expo 2015 di Milano dal titolo “Washoku – La colorata vita alimentare dei giapponesi”.

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Nella mostra sono esposte le tipicità della cucina giapponese dal sushi, al ramen (le zuppe), al riso, ai dolci e al rito dei pasti giapponesi (come il rito del tè).

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Il washoku, o cibo giapponese, è stato dichiarato nel 2013 Patrimonio Culturale dell’Umanità UNESCO.

La mostra è divisa in 6 sezioni che presentano i colori e i sapori dello stile alimentare giapponese, attraverso la minuziosa riproduzione delle varie pietanze ed una dettagliata descrizione degli ingredienti e delle preparazioni.

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In esposizione anche alcuni pezzi dellartigianato tipico giapponese.

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Nota positiva: tutte le manifestazioni dell’istituto giapponese di Roma sono ad ingresso libero.

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Istituto Giapponese di Cultura

via Antonio Gramsci 74, Roma

tel. 06 3224794

Sito web: www.jfroma.it

 

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